La crisi di coppia dopo la nascita di un bambino

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L’arrivo del primo figlio è sempre una grande gioia, ma comporta anche una serie di cambiamenti sostanziali che possono turbare la relazione di coppia. Il senso di solitudine, la stanchezza, e l’aggressività sembrano aumentare e rischiano di peggiorare se il sonno notturno è interrotto da frequenti risvegli e se le condizioni di salute non sono buone. Si può correre il rischio di sentirsi come in gabbia e dominati dal senso di colpa soprattutto quando i sentimenti che si provano sono diversi dall’immaginario collettivo di assoluta positività. La profonda insoddisfazione coniugale post nascita tenuta nascosta può poi esplodere in separazioni, tradimenti, insoddisfazioni gravi e delusioni reciproche.

Una relazione di coppia ruota solitamente intorno a tre dimensioni: la romantico-erotica, quella di complicità amicale e quella di solidarietà (“partnership”). Con la nascita di un figlio e l’investimento di energia e di tempo di cui necessita sale e diventa prioritaria la solidarietà escludendo le altre due. Questa tendenza porta alla diminuzione o, addirittura, eliminazione dell’intimità e dell’erotismo.

La nascita di un bambino capovolge tutte le dinamiche della famiglia. La madre è istintivamente portata ad accudire il bambino sul piano fisico ed emotivo, creando con lui una fondamentale relazione che assicura al piccolo ogni attenzione nei primi mesi di vita. Questa dinamica tende però ad escludere la figura paterna che nella maggior parte dei casi non viene ritenuta abbastanza capace per occuparsi del figlio, portando così ad una frattura nella relazione di coppia e genitoriale.

Sarebbe utile concedere al neopapà di tenere il bambino in braccio, di accudirlo, allattarlo, addormentarlo, cambiargli il pannolino e vestirlo, renderlo insomma partecipe della sua quotidianità senza sostituirsi alla mamma. Oggi, per via di una cultura moderna, spesso i ruoli non vengono ben chiariti, la comunicazione si annulla, l’intimità della coppia svanisce e madre e bambino escludono il papà dal loro rapporto, portando così anche gravi disagi nella famiglia. E’ importante quindi che durante la gravidanza e durante i primi mesi di vita del bambino l’uomo sostenga la propria compagna, la aiuti e parli con lei e se ce ne fosse bisogno rifletta su eventuali problemi e mancanze. Dall’altra parte la neo mamma deve cercare di recuperare, con i giusti tempi, il suo ruolo di donna nella coppia e nella società e quindi impari a distanziarsi dal figlio per affidarlo qualche ora al papà o anche ai nonni per prendersi del tempo per se stessa. Entrambi i coniugi dovrebbero impegnarsi non solo nel loro nuovo ruolo di genitori, ma investire delle risorse anche nella coppia. I papà dovrebbero mostrarsi teneri sia verso il proprio piccolo che verso la mamma facendola sentire amata, sostenuta e desiderata. Le neo mamme, invece, dovrebbero ovviamente accudire il proprio bambino, ma anche lasciar entrare la figura del papà nella diade madre-bambino perché il ruolo del papà è fondamentale per una sana crescita psicofisica del figlio. Dovrebbero prendersi del tempo per loro stesse e per il loro compagno. La coppia dovrà anche recuperare nel tempo i suoi spazi e, nel caso ci fossero disagi, avere il coraggio di parlarne con un esperto. Una coppia può rimanere tale dopo la nascita del primo bambino solo quando i presupposti si creano durante la gravidanza attraverso un percorso condiviso. Quando arriva un bimbo in casa ci sono quattro parole d’ordine: amarsi, parlarsi, aiutarsi e sostenersi.