Quando contattare lo psicologo

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quando contattare lo psicologo

Intorno al ruolo dello Psicologo, negli anni, si sono sviluppati una serie di luoghi comuni che condizionano chi ha bisogno di aiuto a non chiederlo o ad aspettare troppi anni, al punto da compromettere pesantemente la propria qualità di vita.

È credenza diffusa che:

  • Lo psicologo cura i matti”. Confusione esistente tra psichiatra e psicologo e riguardo agli ambiti d’intervento. I primi di concentrano prevalentemente nella cura di Disturbi Psichiatrici mentre i secondi offrono un sostegno ed una guida per problematiche comuni e anche quotidiane (scuola, lavoro, famiglia, dipendenze, alimentazione, sessualità, riproduzione, salute).

  • Ci vogliano anni di terapia”. La durata dell’intervento psicologico non può essere definita a priori, a volte possono bastare anche pochi incontri. Tutto dipende dal motivo della consultazione e dalla metodologia del professionista. La durata potrebbe svilupparsi da sei mesi come a sei anni.

  • Cosa penserebbero gli altri se sapessero che vado dallo psicologo?”. Lo psicologo ha l’obbligo, secondo un codice etico e professionale della categoria, di tutelare la privacy dei suoi clienti, favorendo l’anonimato.

  • A me non serve aiuto, ce la faccio da solo”. Spesso il gesto di chiedere aiuto viene considerato un atto di debolezza. Rivolgersi ad un psicologo quando si vive un malessere o si ha un problema è invece un atto di forza e di responsabilità verso se stessi.

  • Basta prendere dei farmaci”. In determinati casi è necessario che la terapia farmacologica sia integrata ad un trattamento psicologico o sostituita ad esso in modo da consentire l’elaborazione dei vissuti che ci hanno condotti in quello stato di sofferenza.

  • Se vado dallo psicologo ne uscirò cambiato”. Alcuni hanno l’idea che lo psicologo possa, a loro insaputa, manipolarli. Il cambiamento è necessario ma è il risultato di un percorso consapevole da parte del paziente che liberamente sceglie di modificarsi. Proprio per questo alcune terapie “non funzionano”, i pazienti non si sono attivati in prima persona.

  • Leggo le tecniche e faccio da solo”. L’efficacia di un intervento psicologico non è riducibile al solo impiego di tecniche specifiche il cui utilizzo avviene sempre all’interno di una relazione tra chi richiede aiuto e chi è disposto a darlo.

Superate le barriere dei luoghi comuni può insorgere il dubbio di quali problematiche necessitano un intervento.

Il disagio psicologico deve destare attenzione quando si manifesta in modo sintomatico (ad esempio, depressione, attacchi di panico o disturbi ansiosi) interferendo nella nostra qualità di vita. Per intenderci a tutti sarà capitato di avere delle giornate tristi, questo è comune e non preoccupante.

Quando invece siamo tristi per mesi o anni e questo sentimento ci limita ad esempio non facendoci uscire di casa, facendoci dimagrire o limitando le nostre relazioni, potrebbe essere il caso di chiedere un aiuto ad un professionista. In merito all’ambito relazionale ,nei rapporti con le persone più vicine, potrebbe accadere che si instaurino conflitti e tensioni che ci sembra impossibile risolvere.

Le discussioni possono essere costruttive se momento di confronto ma disfunzionali quando la loro frequenza diventa l’unica forma di comunicazione, tipica l’espressione “non riusciamo più a comunicare”, questo può essere un altro motivo che ci potrebbe spingere a chiedere aiuto Oppure più semplicemente, si potrebbe aver bisogno di uno psicologo quando si desidera conoscere ed accrescere le proprie potenzialità e le proprie caratteristiche interiori, affrontando un percorso di crescita personale e consapevolezza con obiettivi specifici che si cerca di raggiungere.

Questo potrebbe essere il caso ad esempio di una crisi esistenziale che molti giovani soffrono al momento della scelta universitaria o anche alla non scelta di continuare gli studi dopo il liceo, comunicazione alle volte difficile da fare con i genitori. O ancora, può accadere a tutti di attraversare momenti difficili nella propria vita: un lutto, un cambiamento (città, lavoro, casa ecc), un divorzio, una maternità, la menopausa, un figlio grande che si sposa o se ne va di casa ecc.

In questi momenti non è sempre facile trovare un modo per superare le difficoltà o avere un sostegno perché magari chi ci è accanto sminuisce la situazione oppure non ha i mezzi per aiutarci perché troppo coinvolto. Queste sono solo alcune delle difficoltà che potrebbero spingerci a chiedere un sostegno psicologico.

Varrebbe la pena chiedere anche una sola consulenza e valutare insieme allo specialista l’effettiva problematica e l’eventuale trattamento.