L’esperto risponde

Questo spazio è dedicato a sciogliere dubbi e domande di carattere psicologico, scrivendo una mail alla Dottoressa al suo indirizzo di posta elettronica risponderà tempestivamente qualora ritenesse le richieste congrue alla disciplina, riservandosi la possibilità anche, sempre nel rispetto della privacy, di pubblicarne alcune.


 

Buongiorno Dottoressa, Sono una donna di 40 anni e ho un bimbo di 4 anni e ne porto in grembo un altro che partorirò a luglio. Ho notato che mio figlio grande non sta prendendo bene la nascita del fratellino, fa molti capricci, mi dice che sono “cattiva” e mi ha chiesto se posso lasciare il fratellino in ospedale quando partorirò. Quello che le chiedo è se mi devo preoccupare e come mi devo comportare.

- Buongiorno, l’attesa e la nascita di un fratello è sempre vissuta come una minaccia in modo maggiore o minore a seconda dei casi, potrebbe sembrare un attacco al legame. In questo senso è assolutamente normale, sicuramente suo figlio vive questa esperienza con molta ansia essendo una novità sconosciuta e come tale potrebbe essere descritta da un adulto con maggiore esperienza come la mamma. Descrivendo cosa accadrà e soprattutto cosa ne sarà del vostro rapporto aiuterà il bambino a vivere meno in ansia.

 

Buonasera Dottoressa, Sono un uomo di 55 anni e ho due figli il grande di 20 anni e la piccola di 15, sette mesi fa mia moglie, la mamma dei miei figli, è morta di tumore, dopo una malattia di sei mesi. Questo evento traumatico ha creato tanto dolore e sofferenza in tutti e tre sia per la sua scomparsa ma anche per la sua mancanza. Sto cercando di fare il mio meglio per sopperire la sua assenza ma sono preoccupato perché noi tre dalla morte della madre non abbiamo mai affrontato l’argomento, io non ho mai visto piangere i miei figli e neanche loro me. Devo prendere io l’iniziativa?

- Buonasera, La perdita di una persona cara è sempre un trauma, l’elaborazione di un lutto è un processo lungo e personale, ognuno di noi reagisce in modo differente al dolore. In una famiglia ciascun membro affronta le proprie emozioni rispetto al lutto ma si scontra anche con quelle degli altri. Oltre a vivere la difficoltà di esprimere il proprio vissuto diventa complicato affrontare quello dei nostri cari, si genera un sentimento protettivo verso sé stessi ma anche verso gli altri…..”non posso piangere….lo farei soffrire troppo”. Credo sicuramente che lei potrebbe fare da apri pista, potrebbe iniziare con l’esprimere le sue emozioni ai suoi figli rispetto al lutto, offrendo loro la possibilità di sintonizzarsi emotivamente e quindi forse aprirsi anche loro con lei.