Mi presento

1130Sono una Psicologa clinica, Psicoterapeuta Familiare e CTP (Consulente Tecnico di Parte).
Sono iscritta all’Albo degli Psicologi del Lazio n. 16643. Ho conseguito il titolo di Psicoterapeuta presso l’IPR (Istituto di Psicoterapia Relazionale) di Roma e di Psicologa Giuridico presso l’ISP (Istituto per lo Studio delle Psicoterapie) di Roma.

Presto servizio di consulenza e sostegno psicologico a famiglie, coppie e singoli individui. Nello specifico mi occupo di quelle difficoltà legate ai passaggi critici del ciclo vitale du ciascuno di noi: distacco dalla famiglia d’origine, formazione della coppia, nascita di un figlio, crescita ed indipendenza dei figli con conseguente distacco in età adulta, fase del pensionamento. Intorno e all’interno di queste fasi di vita di ciascun essere vivente possono avere luogo tutta una serie di problematiche differenti e singolari che potrete trovare specificate navigando all’interno del sito per le quali fornisco il mio supporto professionale allo scopo del loro superamento.

Il mio metodo di lavoro fa riferimento all’Approccio Sistemico Relazionale, ampiamente specificato nel sito, in cui l’attenzione è orientata al cambiamento della lettura del mondo del paziente, cioè dei presupposti di partenza, attraverso la rilettura della storia che ci racconta. Lo psicoterapeuta sistemico lavora quindi esplorando la storia delle relazioni familiari sia nel caso di una terapia individuale che familiare. L’obiettivo della terapia familiare è, quindi, il cambiamento nella situazione di vita della persona, nella struttura della sua famiglia e nel modo di comportarsi e di relazionarsi degli appartenenti alla famiglia stessa.

La terapia viene condotta da un terapeuta o da un’equipe terapeutica e può coinvolgere, a seconda delle situazioni, il singolo, l’intero nucleo familiare, le famiglie d’origine (i nonni materni o paterni, zii, cugini ecc.), amici e persone ritenute significative per i membri della famiglia stessa. La terapia familiare quindi è rivolta a persone di ogni età (minori, adolescenti, giovani adulti, adulti anche in tarda età) ed ha una frequenza di sedute solitamente quindicinale, ma può variare a seconda dell’intensità del disagio.